06.899286 info@medben.it

 

VUOI AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI? CONTATTACI SUBITO TELEFONICAMENTE

+39 06899286

OPPURE INVIA UNA MAIL

 info@medben.it 

 

12 + 6 =

Sintomi della pubalgia

Dolore all’inguine, bruciore nella parte interna della coscia, difficoltà ad allungare i muscoli adduttori; questi ed altri sintomi rappresentano i fattori caratteristici della pubalgia, una delle condizioni dolorose più diffuse nella nostra società.

Chi colpisce la pubalgia

La pubalgia, colpisce soprattutto persone con età compresa tra i 17 e i 40 anni, detta anche sindrome retto-adduttoria, è molto presente negli atleti che praticano sport che prevedono accelerazioni e rapidi cambi di direzione come il calcio, il football e il rugby.
Negli sportivi infatti gli infortuni che riguardano l’inguine rappresentano una percentuale compresa tra il 2% e l’9%, ed oltre il 14% nei calciatori. Quasi il 60% dei giocatori di calcio ha una storia di pubalgia, questo spiega il perché Il calcio sia uno degli sport più menzionati in letteratura per questa patologia.

In questo articolo è spiegato cosa è la pubalgia, quali sono le cause che la generano e come poterla curare.

Cos’è la pubalgia?

Come suggeritoci dall’etimologia della parola, la “pubalgia” (pub= pube; algia= dolore) sta ad indicare una condizione dolorosa nella zona pubica, inguinale e dell’interno coscia; è quindi un termine molto generico perché si limita ad indicare la localizzazione dei sintomi senza darci alcuna informazione sulla causa che li abbia provocati.

Quali sono le cause che generano la pubalgia?

La pubalgia ha un’eziologia molto vasta, questo perché nel distretto corporeo di inguine/pube/interno coscia, ci sono moltissime strutture (muscoli, tendini, ossa, nervi, vasi circolatori, e organi interni) che potrebbero essere la causa del dolore. Pensa che in un famoso studio di Jarvinen nel 1997, sono state individuate più di 70 cause che sono implicate nel fenomeno della pubalgia!

 

Come insorge la pubalgia?

La sindrome retto-adduttoria può insorgere in maniera differente in base alla struttura danneggiata. La sintomatologia si può presentare in modo acuto e improvviso, come nel caso di uno strappo muscolare, della avulsione di un tendine o di una forte contusione. Il dolore può crescere progressivamente come nel caso dei sovraccarichi funzionali o di microtraumi ripetuti, oppure come succede per molti sportivi la condizione algica può essere altalenante.

Nella valutazione fisioterapica che effettuiamo prima di iniziare il ciclo terapeutico, chiediamo sempre come sia insorta la patologia e con che tipologia di sintomi (acuto, localizzato, irradiato, riferito ecc..) perché ci dà preziose informazioni riguardo la struttura su cui dobbiamo andare a lavorare.

  • Viscerale: ernia inguinale, ernia addominale, torsione testicolare;
  • Disordini dell’anca: artrosi di anca, sinoviti, borsiti, corpo libero nell’articolazione, conflitto femoro acetabolare;
  • Muscolo-tendine: sindrome dell’ileopsoas; lesione muscolare per gli adduttori, avulsioni tendinee;
  • Traumatolgica: frattura da stress, lesioni tendinee, contusioni, strappi muscolari;
  • Infiammatoria: endometriosi, patologie della vescica;
  • Infettiva: osteomelite e artrite settica;
  • Dolore riferito: disfunzione del tratto lombare, disfunzione dell’articolazione sacro-iliaca; lesione/infiammazione dei muscoli ischiocrurali;
  • Nervosa: intrappolamento del nervo otturatorio, del nervo sciatico (sindrome del piriforme), del nervo ileoinguinale.

Non basterebbe un articolo per parlare di tutte le cause della pubalgia e, come potrai comprendere, nell’elenco che ho scritto sopra ho solo accennato qualche esempio per ogni natura eziologica. In questo articolo saranno scritte le più frequenti cause di competenza fisioterapica che possono causare la pubalgia:

  • Tendinopatia inserzionale dei muscoli adduttori: è una patologia molto frequente, sono tendinopatie inserzionali anche le epicondiliti ed epitrocleiti del gomito, e la tendinite dell’achilleo. Si tratta di una infiammazione del tratto di tendine che si inserisce sull’osso, che nel caso dei muscoli adduttori è l’osso pubico del bacino. Questa tendinopatia è causata quasi sempre da un sovraccarico del muscolo o da microtraumi ripetuti nel tempo.
  • Sindrome della bendelletta ileotibiale: è una condizione conosciuta anche con il nome di “sindrome del corridore” in cui si infiamma la fascia laterale dei muscoli superficiali della coscia. È una patologia da sovraccarico funzionale, ossia quando si esegue uno sforzo eccessivo o ripetuto nel tempo senza effettuare un adeguato scarico (es. allungamento, massoterapia, mezzi fisici) delle strutture miofasciali .
  • Tendinite dell’ileopsoas: è un’infiammazione del tendine del muscolo ileopsoas. Questo muscolo ha due fasci, uno origina dalla colonna lombare e l’altro dall’osso iliaco del bacino, ed entrambi si inseriscono nella parte prossimale del femore (quella che confina con il bacino). Si sente parlare molto spesso di questo muscolo perché è tra i principali flessori dell’anca e mette in comunicazione la schiena con l’arto inferiore. In questo caso il paziente accusa dolore alla palpazione e nel corso della flessione dell’anca con l’arto inferiore esteso.
  • Impingement femoro-acetabolare: è una disfunzione di movimento dell’articolazione dell’anca. In questo caso il paziente avverte un dolore acuto, come se ci fosse uno schiacciamento, in movimenti specifici come l’adduzione, la flessione e la rotazione interna.
  • Contusioni muscolari: succede spesso negli sport da contatto come arti marziali, lotta libera, il football o il rugby. Un forte impatto nell’area pubica provoca dolore in un punto specifico e alla palpazione, e in molti casi si forma un livido.
  • Frattura del bacino: spesso fratture dell’osso del bacino possono provocare dolore in sede inguinale. Per questo motivo, nel caso di pubalgia cronica si fa eseguire sempre una rx.

Come si cura la pubalgia?

Come avrai già capito, non esiste un’unica cura per la pubalgia, tutto dipende da cosa è causata; per questo molto importante affidarsi a degli specialisti che sappiano effettuare una valutazione completa e soprattutto corretta.

Nel nostro centro di Fisioterapia a Roma offriamo ai nostri pazienti una valutazione gratuita nella quale analizziamo a fondo il problema e strutturiamo il programma riabilitativo specifico per la persona che ci troviamo davanti. Di seguito di racconto tre dei casi clinici più frequenti riguardanti la pubalgia.

VUOI AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI? CONTATTACI SUBITO TELEFONICAMENTE

+39 06899286

Caso clinico 1 di pubalgia

Pubalgia da tendinopatia inserzionale dei muscoli adduttori

Questa è una condizione molto comune agli sportivi, in particolare a colore che praticano sport da corsa con rapidi cambi di direzione come il calcio.
Marco è un nostro paziente di 19 anni che gioca nella primavera di una società molto importante sul panorama romano.
Si è rivolto al nostro Centro di Fisioterapia a Roma perché da qualche tempo un dolore in zona inguinale destra gli proibiva di giocare al massimo delle sue condizioni.
Nella valutazione iniziale ci ha raccontato che l’esordio della pubalgia è stato lento e progressivo. Era stato trattato dall’equipe riabilitativa della sua squadra con una massoterapia degli arti inferiori, allungamenti muscolari passivi ed è stato a riposo per 15 giorni, ma quando è tornato in campo non ha notato alcun progresso.
Da alcuni test clinici abbiamo avuto il sospetto che si trattasse di una tendinopatia dei muscoli adduttori e abbiamo fatto fare a Marco una risonanza magnetica per valutare a fondo la sua condizione.
Il referto confermava la presenza di tendinopatia e quindi abbiamo potuto procedere con il recupero fisioterapico. Abbiamo utilizzato sia tecniche manuali che mezzi fisici ad alta tecnologia in modo da creare una sinergia terapeutica che ci permesso di velocizzare i tempi di guarigione. I mezzi fisici utilizzati sono stati:

  • Cryoultrasuoni: un macchinario di ultrasuoni a freddo;
  • Laser HILT: uno dei migliori dispositivi laser ad alta potenza;
  • Tecarterapia

Con le tecniche di terapie manuale abbiamo trattato sia la componente miofasciale (con strumenti di fibrolisi e tecniche di massaggio specifiche) che la parte articolare, cioè le anche e la colonna lombare.

Dopo le prime sedute Marco ha riscontrato un netto miglioramento dei sintomi, e quindi abbiamo potuto stabilizzare i progressi con un percorso di esercizi riabilitativi specifici.
Una volta risolta definitivamente la pubalgia, abbiamo pianificato insieme al nostro paziente un programma di allenamento per il ritorno all’attività sportiva in campo.

Caso clinico 2 di pubalgia

Pubalgia da impingement femoro-acetabolare

Maria è una donna di 35 anni, che si è rivolta al nostro Centro di Fisioterapia con la prescrizione medica di “ciclo fisioterapico per pubalgia”.
Nella valutazione iniziale chiediamo alla nostra paziente delle informazioni riguardo la patologia (quando è successo? A seguito di cosa? Ecc..).
Maria ci ha raccontato ce è sempre stata attenta alla propria forma fisica e ha sempre praticato attività sportiva. Nell’ultimo anno è dovuta stare a riposo perché era in gravidanza e dopo poco aver partorito ha ripreso a fare ginnastica aerobica. Purtroppo già dalle prime lezioni avvertiva a fine allenamento uno strano fastidio in zona inguinale ma non ci ha dato peso, pensando che potesse trattarsi di un semplice affaticamento muscolare. Questa sintomatologia è andata ad acutizzarsi al punto che avvertiva dolore anche quando saliva le scale.

A seguito di specifici test clinici abbiamo riscontrato che Maria aveva un problema di movimento all’anca sinistra, noto come sindrome da impingement femoro-acetabolare. Questo significa che la testa del femore non si muove bene all’interno della cavita del bacino (l’acetabolo), in alcuni movimenti tende ad uscire fuori sede e questo provoca dolore.
Con delle tecniche di terapia manuale, avvalendoci di alcune cinte specifiche è possibile correggere questa disfunzione di movimento e riportare il paziente a muovere l’anca senza dolore. Nel caso di Maria non è stato necessario utilizzare alcun tipo di mezzo fisico, per risolvere i suoi sintomi sono bastate delle sedute in cui abbiamo applicato le tecniche di terapia manuale e degli esercizi che gli abbiamo insegnato per casa.

Caso clinico 3 di pubalgia

Pubalgia da frattura del bacino

Manuela è una signora di 59 anni che soffriva di un leggero ma costante dolore in prossimità del pube da parecchi mesi. In prima fase gli era stato consigliato di non affaticarsi, e successivamente poiché il dolore non era diminuito, il suo medico di base gli ha prescritto 10 sedute di tecarterapia. Al termine del ciclo di tecar, Manuela stava un po’ meglio ma dopo una decina di giorni il dolore è tornato a farsi sentire, e per questo motivo ha scelto di rivolgersi presso il nostro centro di Fisioterapia.
Abbiamo analizzato a fondo la situazione e l’abbiamo fatta vedere dal nostro Ortopedico di fiducia. Il quadro clinico era particolare, perché non evidenziava nessuna struttura in particolare. Abbiamo chiesto a Manuela se avesse subito cadute, incidenti prima che iniziasse il dolore ma ci ha detto non aveva subito nessun trauma particolare. Per escludere ogni opzione il nostro ortopedico le ha prescritto una RX del bacino (è un esame radiografico che permette di valutare il tessuto osseo). Il referto è stato positivo, Manuela aveva subito una lieve frattura di bacino. L’ortopedico le ha indicato di stare a letto per un mese per far completare la calcificazione della frattura, a seguito del quale ha eseguito un ciclo fisioterapico per recuperare la deambulazione.
Ora Manuela sta bene e abbiamo il piacere di vedere una volta al mese perché anche lei ha scelto di intraprendere il nostro percorso di fisioterapia preventiva.

BIBLIOGRAFIA

Omar IM, Zoga AC, Meyers WC. Athletic pubalgia and “sports hernia”: optimal MR Imaging technique and findings. Radiographics 2008 Sep-Oct; 28 (5): 1415-38.

Jarvinen M., Orava S.,Kuyala M.: Groin pain. Operative Techniques in sport medicine. 5(3): 133-137, 1997.

Erik N. Nelson, MD, Ara Kassarjia, MD, FRCPC, William E. Palmer, MD. MR imaging of sport-related groin pain. Magn Reson Imaging Clin N Am 13 (2005) 727-742.

 

VUOI AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI? CONTATTACI SUBITO TELEFONICAMENTE

+39 06899286

OPPURE INVIA UNA MAIL

 info@medben.it 

 

6 + 13 =

ARTICOLI RECENTI

epicondilite

Epicondilite:...

Paddle, gli infortuni articolari

Introduzione Infortuni...

Ernia cervicale, cosa fare cure e rimedi

Un po’di anatomia: cosa...

Trattamento fisioterapico della distorsione alla caviglia

Cosa si intende per...

Pubalgia

Sintomi della pubalgia...

CONTATTACI

Via Campania, 37 - Roma +39 06 899286

10 + 9 =

DOVE SIAMO