onde d'urto radiali

L’utilizzo delle onde d’urto in ambito clinico è successivo alle osservazioni effettuate nei conflitti bellici. Molti marinai, infatti, vedendo arrivare gli aerei del nemico si buttavano in mare per cercare rifugio. L’esplosione delle bombe in acqua generava un’onda d’urto che era in grado di ledere gli organi interni senza determinare lesione esterne. Da questa osservazione i medici chiesero agli ingegneri di produrre una macchina che potesse bombardare un preciso bersaglio all’interno dell’organismo umano senza provocare danni all’esterno. Ciò poteva essere estremamente utile per distruggere ad esempio dei calcoli renali.

Come funziona un’onda d’urto radiale

Questa tecnologia venne chiamata onda d’urto focale e, oltre che a rompere i calcoli (litotripsia) viene utilizzata per trattare i ritardi di consolidazione delle fratture.

In riabilitazione venne successivamente sviluppata una tecnologia che utilizza onde elastiche e per analogia fu chiamata onda d’urto radiale.

Sfatiamo un mito: le onde d’urto radiali non si utilizza per rompere le calcificazioni presenti nei tessuti ma possono attivare un metabolismo di riassorbimento delle stesse.

Nell’onda d’urto radiale un proiettile viene accelerato con un compressore e viene fatto urtare contro un puntale mobile. Questo genera un’onda pressoria che si propaga come le onde che si generano in uno stagno quando si getta un sasso nell’acqua, quindi in modo radiale.

Quest’onda pressoria si propaga nei tessuti disperdendo energia e determinando un’effetto fisico di cavitazione (formazione di piccole bolle nei tessuti) e un susseguente effetto biologico.

Un’applicazione di onda d’urto prevede la somministrazione di almeno 2000 colpi ma il numero varia in funzione della patologia e si può arrivare anche a 10.000 colpi sul singolo distretto.

Questo potentissimo elettromedicale gode purtroppo di una cattiva fama in quando in passato le applicazioni erano estremamente dolorose. Per risolvere questa problematica il nostro centro riabilitativo si è dotato di un macchinario di ultimissima generazione (Swiss Dolorclast Master) prodotto dalla casa mondiale leader delle onde d’urto fisioterapiche l’EMS, che ci consente di fare applicazioni con un fastidio ben tollerato da tutti i pazienti.

Oltre alla bontà dell’apparecchiatura utilizziamo una modalità di trattamento estremamente sicura che si realizza nel seguente modo. Si inizia con un livello di potenza assolutamente indolore e si innalza progressivamente fino a raggiungere un livello di fastidio che il paziente giudica 4 su 10. In questo modo è il paziente che valuta e sceglie l’intensità. Man mano che il trattamento prosegue il fastidio diminuisce e quindi il fisioterapista può alzare la potenza riportandolo sempre a 4 su 10. In questo modo le applicazioni sono sempre ben tollerate.

L’onda d’urto è considerato un mezzo fisico di seconda fascia. Ciò significa che è ne è giustificato l’utilizzo solo se vi è stato un fallimento di altri trattamenti.

Indicazioni

-Fascite plantare

-Tendinopatia achilleo

-Gomito del tennista

-Gomito del golfista

-Trattamento dei frigger point

-Trattamento della cellulite

-Facilitazione del riassorbimento delle calcificazioni della spalla

Controindicazioni

-Coagulopatie

-Grave osteoporosi

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