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Cos’è il Dolore Intercostale

Il dolore intercostale è una sintomatologia dolorosa che compare tra una costa e l’altra, qualcuno le chiama costole. Questa condizione può essere generata da moltissimi fattori ognuno dei quali genera sensazioni differenti, per questo motivo esistono diverse tipologie di dolore intercostale.

Quali sono le cause?

Le coste, insieme allo sterno e alla colonna dorsale costituiscono la gabbia toracica, una vera e proprio “gabbia” all’interno della quale sono contenute le più importanti strutture anatomiche del nostro organismo come il cuore e i polmoni.

Il dolore intercostale è generato da:

  • Organi interni: ad esempio può essere il dolore riferito di una condizione patologica del cuore;
  • Muscoli: può essere causato da un problema riguardante una disfunzione muscolare dei muscoli che si trovano in questa regione, come gli intercostali. Potrebbero verificarsi: Crampi: è raro che si generino crampi in questi gruppi muscolari, ma quando succede sono episodi molto fastidiosi; Contratture: sono caratterizzate da un dolore pungente che viene esacerbato dallo sforzo, e alla pressione può irradiarsi; Strappi: lo strappo muscolare oltre a generare dolore e limitazione funzionale, ogni qual volta il muscolo viene allungato produce un dolore tagliente, dato dal fatto che le fibre rischiano di rompersi ulteriormente;
  • Infiammazioni.
  • Ossa: come leggerai successivamente, le coste non sono ossa robuste e i traumi da contatto spesso possono generare delle lesioni osse che ovviamente causano dolore intercostale. I traumi ossei più comuni sono: incrinature costali: ovvero delle fratture composte delle coste. Spesso si verificano in sport ad alto impatto come il pugilato, le arti marziali, il rugby, o in semplici cadute; fratture scomposte: sono eventi più rari. Compaiono in molte persone che subiscono un incidente in moto (dove il corpo è più esposto). Una frattura scomposta di una costa può danneggiare organi interni come i polmoni. Quando il frammento costale, lacera la pleura (la membrana che riveste i polmoni) genera un’alterazione della pressione interna, al quale consegue un collasso del polmone, definito “pneumotorace”.

Un po’ di anatomia

cosa sono le coste?
Le coste sono le 24 ossa piatte e arcate che costituiscono i margini laterali della gabbia toracica. Posteriormente si articolano con la colonna dorsale e anteriormente con lo sterno. Queste ossa sono raramente ipermobili, anzi la maggior parte delle volte sono ipomobili, ovvero si muovono poco.
Le ultime due paia di coste sono le più mobili perché sono si articolano con nessuna struttura cartilaginea/ossa anteriormente.

anatomia-costole

Quali sono i muscoli che fanno muovere le coste?
I muscoli che fanno muovere le coste sono gli “intercostali”, che sono innervati dai nervi intercostali e si dividono in tre gruppi:

  • Intercostali esterni: si dirigono dal margine osseo della costa superiore, al margine cartilagineo anteriore della costa che si trova sotto. Poiché sono in grado di sollevare le coste e ampliare il volume della gabbia toracica, sono muscoli INSPIRATORI.
  • Intercostali interni: sono muscoli che hanno una direzione opposta agli intercostali esterni. La direzione delle fibre determina anche la funzione dell’attivazione muscolare, sono infatti dei muscoli che abbassano le coste, e che riducono il volume della gabbia toracica. Sono muscoli ESPIRATORI.
  • Intercostali intimi: anche questo gruppo muscolare abbassa le coste, quindi si tratta di muscoli ESPIRATORI.

Quale è il principale motivo per cui si richiede un trattamento fisioterapico alle coste?
La ridotta mobilità dei movimenti costali è il principale motivo atraumatico per cui si interviene a livello fisioterapico, non è ancora chiaro come individuare se questo sia dovuto a una rigidità del rachide dorsale o se sia causa delle coste stesse.

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Caso clinico

Qualche settimana fa si è rivolto al nostro Centro di fisioterapia a Roma, Massimo, un paziente di 37 anni, che da quindici giorni lamentava un dolore nella parte centrale destra della gabbia toracica. Il dolore aumentava durante l’ispirazione.

trattamento-dolore-costole

Valutazione iniziale
Quando Massimo si è presentato al nostro Centro, aveva già effettuato la visita dal suo medico di base e dal cardiologo il quale aveva escluso qualsiasi tipo di danno al sistema cardiovascolare. Dopo aver effettuato alcuni test clinici abbiamo capito che si trattava di una ridotta mobilità della quinta costa durante l’inspirazione, causata da una retrazione capsulo-legamentosa dell’articolazione costo-trasversale (tra costa e vertebra). In più abbiamo constatato una rigidità di tutto il rachide dorsale.

Abbiamo effettuato una mobilizzazione di prova della quinta articolazione costo-traversale a seguito della quale Massimo ha avvertito meno dolore durante l’ispirazione. Dopo di che abbiamo eseguito un’altra tecnica manuale in trazione che ha portato un’ulteriore diminuzione dei sintomi. Abbiamo quindi avuto prova del fatto che esisteva una correlazione tra la rigidità e il sintomo, e la risposta al trattamento è stata positiva. Sulla base di questa valutazione clinica è stato pianificato il percorso riabilitativo.

Rimedi e Trattamenti per il dolore

In cosa consiste il trattamento?
Il trattamento è stato pianificato con l’obbiettivo di aumentare la mobilità fisiologica della gabbia toracica senza che Massimo avvertisse dolori. Per curare il nostro paziente abbiamo usufruito di tre differenti “strumenti”:

  • Tecniche manuali: sono un insieme di manovre manuali che hanno lo scopo di ripristinare una corretta mobilità fisiologica. In questo caso, le mobilizzazioni sono state eseguite con lo scopo di ridurre la rigidità, sia dell’articolazione della quinta costa con la vertebra, che di tutto il tratto dorsale. Inoltre le evidenze scientifiche riguardanti la mobilizzazione passiva sono in continuo aumento, e dimostrano come la mobilizzazione stimoli anche il meccanismo analgesico (= antidolorifico) del sistema nervoso centrale. (Melzack And Wall, 1996; Schmid et al., 2008; Bialosky et al., 2009.
  • Massaggio sui muscoli intercostali presenti nella regione del dolore, per aumentare il grado di mobilità dei tessuti.
  • Autoesercizi: che Massimo ha eseguito a casa per mantenere e migliorare l’effetto della fisioterapia.
  • Terapia fisica, in particolare laser terapia e ultrasuoni, per ridurre il dolore e accelerare i tempi di recupero.

Dopo una settimana, in cui abbiamo eseguito 3 trattamenti, Massimo ha avvertito un netto miglioramento dei suoi sintomi, e dopo due settimane è tornato in condizioni ottimali. Per avere risultati concreti riguardo la rigidità del tratto dorsale, ci vogliono diversi mesi, ed è importante lavorarci per ridurre il rischio di recidive. Per questo motivo anche Massimo ha scelto di intraprendere il percorso di fisioterapia preventiva.

BIBLIOGRAFIA

Melzack R, Wall PD. The challenge of Pain Harmondsworth (England ):Penguin Book, 1996
Bialosky JE, Bishop MD, Price DD, Robinson ME, George SZ. The meccanismo of manual therapy in The treatment of muscoloskeletal pain: A comprehensive model. Manual Therapy 2009; 14:531-538.
Schmid A., Brunner F,Wright A, et al. Paradigm shift in manual therapy? Evidence for a Central nervous system component in The response To passive cervical joint mobilisation. Manuel therapy 2008; 13: 387-396.

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