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Studi sulle vibrazioni applicate in campo sportivo

È stato dimostrato che trattamenti con vibrazioni incrementavano il volume respiratorio ed il volume minuto ventilatorio. Queste risposte con molta probabilità sono da attribuirsi a riflessi vibratori segmentali relative ai muscoli inspiratori ed espiratori (Homma e coll., 1981).

Un miglioramento del comportamento meccanico dei muscoli estensori delle gambe (potenza meccanica sviluppata durante esercitazioni alla pressa con carichi di 70-140 kg) è stato notato in alcune pallavoliste di livello nazionale dopo la somministrazione acuta di soli 10 minuti di vibrazioni (Bosco e coll., Clin Physiol. 19,2:183-187, 1999). Questi trattamenti vibratori furono somministrati in due set di cinque minuti ciascuno, alternando ad un minuto di vibrazione un minuto di pausa per un totale di cinque minuti effettivi di vibrazione ogni set.

Le atlete furono sottoposte a trattamenti di vibrazione totale mentre si trovavano in posizione di mezzo – squat sopra una piattaforma vibratoria che oscillava ad una frequenza di 30 Hz circa (Bosco e coll. 1999). In un successivo esperimento è stato osservato, in atleti ben allenati, un incremento della potenza muscolare durante la prestazione di salti dopo solo 10 giorni di trattamento con stimoli vibratori applicati solo per dieci minuti al giorno (Bosco e coll. 1998).

Una somministrazione acuta di cinque minuti effettivi di vibrazione applicata al braccio, alternando un minuto di trattamento vibratorio ad uno di riposo, ha mostrato un incremento statisticamente significativo della potenza muscolare dei muscoli flessori del braccio (bicipite omerale e brachioradiale) su alcuni pugili di livelli internazionale (Bosco e coll. Eur. J Appl. Physiol,79: 306-311, 1999). E’ stato notato un incremento della potenza meccanica durante l’esecuzione di 30 ripetizioni di flessione dell’avambraccio sul braccio con un manubrio sottoposto a vibrazione del peso di 2,8 kg. Il miglioramento è stato attribuito al potenziamento indotto dalla vibrazione sul sistema nervoso. Inoltre, sembrerebbe che la vibrazione induca ad un’alterazione dei sistemi inibitori che, generalmente presenti durante l’esecuzione di movimenti volontari, vengono causati da una riduzione degli stimoli che partono dal SNC verso i nervi motori (Davis e Bailey, 1997).

Infine, si deve ricordare che l’esposizione a vibrazione induce alla stimolazione di alcuni ormoni. In studi recentissimi è stato osservato che in risposta a solo dieci minuti di vibrazione è stato osservato un incremento statisticamente significativo sia dell’ormone della crescita che del testosterone. Questo incremento risulta parallelo all’aumento della potenza muscolare sviluppata durante esercitazioni svolte con carichi molto elevati (Bosco e coll., Eur. J Appl. Physiol, 81:448-454, 2000).

Studi sull’effetto della vibrazione in fisioterapia ed atrofia muscolare

Studi clinici condotti su pazienti con traumi dei nervi periferici e contratture articolari hanno dimostrato l’efficacia del trattamento con vibrazione accompagnato a metodi di tradizione classica (Levitskii e coll., 1997). Recentissimi esperimenti hanno evidenziato un rimarchevole miglioramento della flessibilità della colonna vertebrale e dei muscoli flessori delle gambe dopo il trattamento vibratorio. Questo metodo, in modo inequivocabile, si è dimostrato essere di gran lunga più efficace dei metodi tradizionali quali quello balistico, quello passivo, quello statico e il PNF (Bosco e coll. In stampa 2001).

La stimolazione vibratoria ha fatto registrare un miglioramento del dolore sul 69% dei pazienti trattati. Il tempo di applicazione si aggirava sui 24-25 minuti, mentre risultava essere più efficace applicando anche il peso di 1 kg. Trattamenti con vibrazione ad alta frequenza sembra indurre uno stress minore sia ai tendini che ai muscoli (Park HS e Martin BJ, 1993). E’ stato suggerito che non solamente i tessuti nervosi vengono fortemente influenzati dalla vibrazione ma anche il tessuto muscolare. A tale proposito 5 ore al giorno per due giorni furono sufficienti ad indurre un incremento della sezione sia delle fibre muscolari lente che veloci di ratti sottoposti a due differenti frequenze di trattamenti vibratori (Necking LE e coll., 1996).

Studi sulle vibrazioni applicate in geriatria ed in osteoporosi

Anche se gli studi rivolti all’applicazione della vibrazione per migliorare l’osteoporosi (osteopenia) sono difficili da reperire nella letteratura internazionale, si può fortemente suggerire che queste nuove metodologie presentano indicazioni efficaci inequivocabili. Queste affermazioni sono suffragate dal fatto che l’evidente miglioramento delle funzioni muscolari indotte dalla somministrazione di trattamenti vibratori producono sollecitazioni efficacissime suelle funzioni biologiche delle ossa su cui si inseriscono.

Queste sollecitazioni si evidenziano specialmente sull’asse trasversale, che è quello più debole e quindi più soggetto a fratture (Bosco 1999). Recenti studi presentati nella famosa rivista Nature da Rubin, suggeriscono che la vibrazione potrebbe sostituire l’intervento farmacologico per curare e prevenire l’osteoporosi (Rubin e coll. Nature, 441:603-604, 2001). Infine occorre ricordare che, per prevenire i devastanti effetti della microgravità, gli astronauti sia della NASA che dell’ESA vengono allenati con le vibrazioni.

All’interno del nostro centro di fisioterapia a Roma utiliziamo la pedana vibrante, all’interno di percorsi riabilitativi specifici e del nostro approccio del centro di fisioterapia a Roma.

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