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Cosa sono le onde d’urto?

Le onde d’urto sono onde sonore che a contatto con il nostro organismo producono delle stimolazioni biologiche che accelerano il processo di guarigione.

Da cosa è prodotta la stimolazione biologica?

Gli effetti biologici:

  • Antinfiammatorio;
  • Antidolorifico;
  • Antiedemigeno;
  • Aumento della vascolarizzazione locale;
  • Miglioramento dei processi di riparazione tessutale;

sono dati dalla particolarità della forma dell’onda sonora, caratterizzata da un rapido picco di pressione positiva al quale segue una fase di pressione negativa.

Questo dispositivo è stato usato per la prima volta circa trenta anni fa, e il campo di applicazione era in ambito Urologico, infatti le onde d’urti sono applicate tutt’oggi per sciogliere i calcoli renali, evitando così l’intervento chirurgico.

Con il passare del tempo, questo macchinario è stato utilizzato anche in ambito ortopedico per disgregare di calcificazioni tendinee o muscolari e successivamente è stato applicato ance per altre affezioni del sistema muscolo-scheletrico.

In che modo l’onda d’urto “disgrega” le calcificazioni?

Ci tengo a precisare che la scomparsa delle calcificazioni che si ottiene con le onde d’urto, non è causata da un’azione meccanica diretta di “frammentazione”, ma da una loro disgregazione per stimolazione dei processi biochimici, che sembra che siano legati all’attivazione di specifiche catene di enzimi e alla produzione di particolari mediatori e fattori di crescita, responsabili dei risultati curativi.

Perché questo dispositivo è diffuso in tutto il modo?

La straordinaria efficacia delle onde d’urto è supportata da una grande quantità di studi scientifici internazionali e questo lo rende unico nell’ambito degli elettromedicali. Tutto ciò lo ha consentito un’ampia diffusione di questa terapia in tutto il mondo.

Da cosa è composto un dispositivo che produce onde d’urto?

Il dispositivo per le onde d’urto è costituito da due componenti:

  • Un compressore controllato elettronicamente;
  • Un manipolo a forma di pistola con il quale si applicano le onde d’urto al tessuto del paziente.

Come funzionano le onde d’urto?

L’applicazione di onde d’urto viene effettuata attraverso il manipolo che è collegato ad un compressore. Il dispositivo delle onde d’urto funziona attraverso l’utilizzo di aria compressa che fa accelerare il proiettile contenuto nel manipolo, che a sua volta urta sul retro del terminale a contatto della cute che determina poi la cessione di energia all’interno dell’area da trattare. Nella sede di trattamento verrà applicato un gel specifico (simile a quello utilizzato per le ecografie) al fine di migliorare la trasmissione dell’onda acustica.

È una tecnologia sicura e validata da molte pubblicazioni, un po’ dolorosa ma molto efficace, infatti molto spesso viene utilizzato per risolvere i casi più complessi. A tal proposito ti racconto il caso di Angela, un avvocato di 45 anni che si è rivolta al nostro Centro di Fisioterapia a Roma per un dolore al gomito. Si trattava di epicondilite, una patologia tendinea infiammatoria inserzionale, caratterizzata da dolore localizzato nella parte esterna del gomito, dove i muscoli epicondiloidei si inseriscono sull’epicondilo (estremità ossea dell’omero). La paziente si era presentata con una prescrizione ortopedica di 2 cicli di tecarterapia. Prima di eseguire il trattamento, come è nostra consuetudine abbiamo effettuato una valutazione del caso, per avere maggiori informazioni riguardo la patologia della nostra paziente. Angela ci ha raccontato che aveva iniziato a giocare a padel tennis da qualche settimana, e dopo le prime lezioni ha iniziato ad avvertire uno strano fastidio al gomito con cui teneva la racchetta. Ha trascurato questo sintomo fino a quando il dolore si è dimostrato acuto e costante, a quel punto è andata in visita dal medico che le ha consigliato il nostro Centro di Fisioterapia.

Effettuiamo il primo ciclo, e Angela non aveva fatto grandi progressi, ci confrontiamo con il suo medico il quale ci chiede di eseguire qualche altra seduta per aggiornarlo. Poiché dopo le tre sedute successive Angela non era migliorata come speravamo, proponiamo al suo medico di introdurre delle applicazioni di onde d’urto nel ciclo fisioterapico, integrandole con la tecarterapia. I risultati sono stato sorprendenti, dopo poche sedute la situazione era nettamente migliorata, e con 5 sedute totali siamo riusciti a risolvere il dolore della nostra paziente, che ora è tornata a giocare a padel tennis meglio di prima!

Quale tipo di onda d’urto è presente nel Centro Medben?

Nel nostro centro di fisioterapia a Roma utilizziamo un apparato ad onde d’urto radiali della Stortz, che è un’azienda leader di settore. Va ricordato che l’onda d’urto radiale utilizzata in fisioterapia, ha riscontri scientifici e operativi che la fanno preferire a quella focale (utilizzate per sciogliere o rompere i calcoli renali) per questo tipo di patologie ortopediche. Le onde d’urto in fisioterapia trovano applicazione in tre ambiti:

  • Nel ripristino dei processi riparativi ossei qualora si presentasse un ritardo di calcificazione ossea come nel caso di una pseudoartrosi;
  • Nel caso di eventi di fibrosi o calcificazione muscolare, come può succedere nei grandi ematomi che si verificano a seguito di strappi o di lesioni da schiacciamento.
  • Nelle patologie tendinee o nelle condizioni patologiche da sovraccarico, come nelle tendinopatie croniche che risultano essere resistenti ad altri tipi di terapia.

Tra le patologie ortopediche risolvibili con questa tecnologia abbiamo:

  • Gomito del tennista,
  • Gomito del golfista,
  • Tunnel carpale,
  • Tendinite rotulea,
  • Fascite plantare,
  • Tendinite trocnterica
  • Tendinite della zampa d’oca
  • Rigidità articolare
  • Capsulite adesiva / spalla congelata
  • Calcificazioni post-ematoma,
  • Spina calcaneare,
  • Tendinite del capo lungo del bicipite,
  • Tendinopatia calcifica del sovraspinoso,
  • Calcificazioni intramuscolari,
  • Cuffia dei rotatori;
  • Fibromatosi muscolare / fasciale 
  • Tendine d’achille;
  • Fibrosi;
  • Pseudoartrosi;
  • Mancato consolidamento delle fratture;
  • Osteonecrosi precoci.

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Onde d’urto e dolore cronico: perché sono efficaci?

Le tendiniti inserzionali e le calcificazioni dei tessuti molli sono tra le principali problematiche per cui utilizziamo le onde d’urto. Queste condizioni insorgono solitamente con una sintomatologia molto sopportabile e questo induce il paziente a protrarre la condizione patologica fino a che non diventi molto dolorosa e possa facilmente andare in contro ad una cronicizzazione.

Cosa è una patologia cronica?

Una patologia in fase cronica è caratterizzata da un lungo periodo di dolore (da qualche mese fino a diversi anni) e da una riduzione dell’attività dei processi naturali di riparazione dei tessuti.
Quando abbiamo un dolore a un tallone o ad una spalla da diverso tempo i tessuti non sono semplicemente infiammati e dolorosi, ma poiché in questo stato si innescano dei processi di alterazione cellulari dei tessuti stessi, alterano la loro istologia.

Per spiegarlo ai nostri pazienti utilizziamo una simpatica ma utile metafora: “è come se il prosciutto diventa mortadella”.
Probabilmente questa similitudine ti farà sorridere ma rende bene l’idea!

C’è un vero e proprio cambiamento qualitativo e /o istologico dei tessuti affetti dalla patologia cronica. Si rileva in molti casi una fibrotizzazione del tendine, del muscolo e della fascia, con una riduzione della funzionalità del micro circolo.
I cataboliti dell’infiammazione e tutte le sostanze chimiche che provocano dolore, rimangono concentrate nella zona e la patologia tende ad una cronicizzazione sempre più severa.
Il cervello nel tentativo di difendersi dal dolore continuo può addirittura creare delle nuove connessioni che peggiorano la sintomatologia, aumentando in modo paradossale la sensazione di dolore.

In questo quadro di patologia cronica in cui non sembra esserci via di uscita, anche l’aspetto emozionale ha un ruolo molto rilevante e lo stress peggiora ancora di più la percezione del dolore. Abbiamo trattato molti calciatori ad esempio che si sono rivolti al nostro Centro di Fisioterapia a Roma dicendoci “se non riesco a risolvere neanche con voi dovrò interrompere in modo definitivo l’attività sportiva”, per fortuna finora siamo riusciti sempre a curarli!

Sicuramente è importante un approccio globale con una valutazione che tenga conto della
postura e degli squilibri funzionali che hanno creato il problema o che hanno favorito l’infortunio se non è stato di origine traumatica.

Subito dopo però si deve lavorare sulla biologia dei tessuti. Le onde d’urto in fisioterapia danno una scossa a questo quadro patologico:

– migliorano la qualità dei tessuti cronicizzati;

– stimolano un recupero dei tessuti danneggiati;

– favoriscono un apporto sanguigno migliore per permettere alle sostanze infiammatorie di fluire via dalla zona e l’arrivo di ossigeno e sostanze antinfiammatorie;

– velocizzano i tempi di guarigione.

In più gli intensi e precisi colpi forniscono delle informazioni al livello del sistema nervoso centrale per ridurre velocemente il dolore cronico.

Questa ultima caratteristica delle Onde d’urto in fisioterapia ci permette di avere risultati importanti fin dalle prime sedute se effettuate da terapisti specializzati e formati.

Quanto dura un ciclo di onde d’urto?

A differenza di altre terapie, le onde d’urto sono molto precoci. Considera che un ciclo di onde d’urto nel nostro centro di Fisioterapia a Roma e di 5-7 sedute con cadenza che può variare da una seduta a settimana a due, in base al tipo di paziente. L’applicazione dura circa 25 minuti comprensiva dell’applicazione della crioterapia (ghiaccio) alla fine della seduta.

Tutti gli operatori del nostro Centro di Fisioterapia a Roma sono formati per questo tipo attività attraverso dei corsi di alta specializzazione sulla metodica dell’onda d’urto radiale.

Quali sono le controindicazioni per la terapia ad onde d’urto?

I Fisioterapisti del Centro di Fisioterapia Medben valutano sempre il paziente prima di effettuare il trattamento, e nella scheda di valutazione è presente anche una tabella i cui inserire le controindicazioni. Le principali controindicazioni a questo tipo di terapia sono:

  • Ferita aperta;
  • Infezione dei tessuti molli;
  • Condizioni non ottimali del paziente (es. febbre);
  • Epifisiolisi nel punto focale;
  • Gravidanza;
  • Età pediatrica;
  • Portatori di pacemacker o di altri device come quelli per il controllo dell’insulina;
  • Carcinomi;
  • Midollo spinale o grandi nervi nel punto focale;
  • Gabbia toracica o neurocranio nel punto focale;
  • Patologie di coagulazione sanguigna;
  • Patologie primarie perniciose.

Soffri di dolore cronico? Stai cercando un Centro fisioterapico di qualità in cui poter ricevere delle applicazioni di onde d’urto? Prenota una valutazione gratuita con i nostri fisioterapisti 😉

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