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Rizoartrosi

Girare la chiave nella serratura ti da dolore? Abbottonarti un bottone o fare il nodo alle scarpe è diventato un compito gravoso?

Forse soffri di rizoartrosi. Prima di darti degli utili consigli per diminuire il dolore e rendere le attività di vita quotidiane più agevoli voglio spiegarti cos’è nello specifico e di quale patologia stai soffrendo.

La rizoartrosi

La rizoartrosi è una patologia a carico dell’articolazione trapezio-metacarpale ovvero l’articolazione alla base del pollice (rizo viene dal greco e significa base, radice) che consente il movimento di opposizione (unire pollice al mignolo) il movimento alla base della funzione prensile. 

E’ una patologia che colpisce tra il 7 e il 10% della popolazione, maggiormente le donne dopo la menopausa mentre gli uomini (il rapporto tra donne e uomini è 4 a1) sono colpiti maggiormente durante durante l’età lavorativa.

I fattori meccanici, come il compiere lavori pesanti, hanno sicuramente un ruolo che però, può essere considerato marginale rispetto alla componente biochimica, ovvero i cambiamenti ormonali indotti dalla menopausa o da fattori genetici.

I pazienti che soffrono di rizoartrosi riferiscono dolore in compiti che comportano una presa a pinza come ad esempio girare la chiave nella serratura, svitare il tappo di una bottiglia o di un barattolo, abbottonarsi una maglia o scrivere con una penna sottile. Talvolta il dolore può associarsi a rumori nel movimento (crepitio).

Nei casi più gravi, oltre al dolore e alla rigidità, si può avere una vera e propria deformità tipicamente a z o a collo di cigno dovuta alla lussazione dell’articolazione (Vedi immagine associata).

Questa deformità si accompagna ovviamente anche con un alto grado di disabilità .

 

La rizoartrosi, può associarsi ad artrosi delle articolazioni delle falangi delle dita che possono dare dolore e rigidità, e delle piccole deformità, spesso dolorose denominate noduli di Heberden, quando colpiscono le falangi distali mentre si chiamano noduli di Bouchard quando prendono le falangi intermedie.

Cosa puoi fare per ritrovare il benessere?

Il trattamento della rizoartrosi deve sempre prevedere una combinazione di trattamenti.

I nostri consigli

1. Mettere riposo l’articolazione trapezio metacarpale è sicuramente la prima strategia da utilizzare e che riesce a dare sollievo alla sintomatologia dolorosa. Tutori, come quello rappresentato in figura, che tengono ferma l’articolazione possono essere indossati dal paziente che sperimenta da subito un sollievo della sintomatologia. Purtroppo il lato negativo di questi tutori è che sono scomodi ed impediscono alcune normali funzioni. Questo è il piccolo prezzo da pagare per vedere diminuire velocemente la sintomatologia dolorosa.

 

2. Farmacologicamente si può gestire con paracetamolo la fase dolorosa o con FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) solo per pochi giorni e in accordo col medico.

 

3. Fare delle applicazioni di calore può dare un reale sollievo alla sintomatologia. Per fare questo suggeriamo di utilizzare una vaschetta riempita con acqua calda piuttosto che mettere la mano direttamente sotto il getto. La vaschetta è da preferire perché  è possibile muovere la mano e associare quindi il beneficio del tepore con quello del movimento e della pressione esercitata dall’acqua.

4. Un ruolo fondamentale nella gestione della rizoartrosi è l’educazione del paziente. E’ importante modificare alcuni comportamenti per riuscire a non riacutizzare continuamente la sintomatologia dolorosa. Per questa ragione può essere utile modificare gli oggetti che quotidianamente utilizziamo.

Utilizzare una penna avente un diametro maggiore o semplicemente rivestirla con della gommapiuma può aiutarti a ridurre/abolire il dolore nella scrittura. Un rivestimento simile può essere fatto alle chiavi e a tutti quegli oggetti piccoli che quotidianamente ci si trova a maneggiare.

Nei casi più dolenti utilizzare un infila bottoni può essere d’aiuto a compiere un gesto quotidiano e a evitare la frustrazione.

Un fattore che sta rendendo sempre più diffusa la rizoartrosi è sicuramente l’utilizzo degli smartphone. Per utilizzare questi dispositivi l’impegno dell’articolazione trapezio metacarpale è davvero importante. Se da questo punto di vista la tecnologia ha prodotto un peggioramento delle attività a carico della trapezio metacarpale è anche vero che la stessa può venirci in aiuto. Possiamo ad esempi utilizzare assistenti vocali per aprire applicazioni e per dettare testi. Gli stessi messaggi vocali possono essere una valida alternativa per ridurre il carico.

Il Percorso Riabilitativo Specialistico di MEDBEN  per la rizoartosi.

Quando tutto questo non funziona è necessario passare alla fase 2 del trattamento ovvero avvalersi di un fisioterapista per fare un Percorso Riabilitativo Specialistico per la rizoartrosi. Nel centro riabilitativo MEDBEN utilizziamo un percorso specifico di lavoro che ha l’unicità di  integrare i migliori trattamenti fisioterapici, utili per questa patologia secondo le più autorevoli ricerche scientifiche. L’unicità di questo protocollo di lavoro  MEDEBEN è  proprio quella di mettere insieme tutte le tipologie di trattamento che hanno dimostrato essere utili a livello scientifico; utilizziamo quindi tecniche rieducative associate a strumentazioni innovative per dare un reale sollievo al paziente. In questo modo i risultati saranno più veloci e duraturi.

La prima seduta inizia con una valutazione mediante appositi questionari frutto della più importante letteratura scientifica, che ci consentono di valutare in maniera oggettiva il paziente. Successivamente il fisioterapista specializzato eseguirà una visita accurata. Solo dopo questo processo si potrà intraprendere il protocollo riabilitativo che ha una durata di almeno 10 sedute a cadenza bisettimanale.

Solo i casi più gravi non rispondono al nostro trattamento e necessiteranno di infiltrazioni o di un intervento chirurgico.

Esistono diversi approcci chirurgici: in alcuni casi si procede a bloccare l’articolazione trapezio metacarpale, in altri si esegue una plastica tendinea e in altri si procede a protesizzare l’articolazione. A seguito dell’intervento sarà necessario portare un tutore per un tempo variabile dai 20 ai 30 giorni per poi iniziare un ciclo rieducativo.

Spero, anzi sono sicuro, che i consigli contenuti in questo articolo ti diano una ”mano” a risolvere il tuo problema.

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