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le lesioni muscolari

Forse è successo a te o conosci qualcuno che ha fatto esperienze simili a quelle che ti sto per raccontare:

-Stai correndo e senti una strana sensazione nei muscoli, come se qualcuno ti avesse tirato una sassata. Così iniziano la maggior parte delle lesioni muscolari. C’è chi percepisce una sassata, chi sente tirare forte e dopo l’attività fisica si fa più difficile; il muscolo ha subito una lesione.

dal r.i.c.e. al p.e.a.c.e. and l.o.v.e.

Cosa fare in situazione come queste? In passato si utilizzavano dei protocolli che come il R.I.C.E. che stavano a significare Immobilità, Ghiaccio, Compressione e Elevare la parte. Questi suggerimenti vanno sempre bene ma siccome le nuove guida più recenti hanno proposto un acronimo che spiega meglio come agire ho deciso di condividerlo con te in questo articolo.

Il nuovo acronimo, pubblicato  recentemente su un’importante rivista inglese, il British Journal of Sport Medicine, prevede di trattare le lesioni muscolari con P.E.A.C.E. and L.O.V.E. ovvero con pace e amore. A parte il simpatico gioco di parole, vediamo nello specifico cosa significano le lettere che compongono l’acronimo.

Prima parte: P.E.A.C.E.

P: Proteggere la parte. Evitare il carico o avere un movimento limitato per 1-3 giorni può essere utile a diminuire la perdita di sangue dalla lesione. proteggere significa di distendere troppo la parte correndo il rischio di aggravare la lesione. Il riposo deve essere limitato perché si è visto che troppo riposo non giova anzi, può creare una cicatrizzazione  di non buona qualità. Il dolore sarà la guida alla cessazione della fase di protezione.

E: Elevare l’arto a un’altezza più alta del cuore, se possibile. Questo per diminuire la quantità di sangue che esce dai tessuti.

A: evitare gli Antinfiammatori. L’infiammazione susseguente al trauma è necessaria alla guarigione quindi l’utilizzo degli antinfiammatori va minimizzato. Anche il ghiaccio non va abusato come si faceva in passato in quanto può determinare degli effetti negativi sulla risposta infiammatoria, sulla formazione di nuovi capillari solo per citarne alcuni.

C: Compressione. Utilizzare un agente compressivo può essere utile a limitare la formazione dell’ematoma e allo stesso tempo la formazione dell’edema tissulare intorno alla lesione.

E: Educare il paziente. Il fisioterapista deve educare il paziente ad un approccio attivo. In particolare nell’era delle alte tecnologie vanno spiegati quelli che sono i tempi razionali di recupero dovuti alla biologia cellulare.

p.e.a.c.e. and l.o.v.e. nel percorso riabilitativo specialistico di medben

Seconda parte L.O.V.E.

L: dall’inglese Load ovvero carico. un approccio attivo è sicuramente utile in quanto fornisce uno stress meccanico progressivo monitorando la risposta sintomatica. Un carico può considerarsi ottimale se non aumenta il dolore e promuove la tolleranza.

O: Ottimismo. Rimanere ottimisti è fondamentale perché emozioni negative comoda esempio li stress possono aumentare la risposta infiammatoria e l’intensità dei sintomi rappresentando una vera e propria barriera al recupero

V: Vascolarizzaione. L’attività cardiovascolare rappresenta una pietra miliare nel management dei traumi muscoloscheletrici. Iniziare precocemente esercizio aerobico senza dolore e dosando opportunamente il carico come abbiamo visto nel punto precedente, aumenta la motivazione e il flusso di sangue nella parte con apporto di sostanze utili alla riparazione definitiva.

E: Esercizi: Dare degli esserci specifici ai pazienti è un elemento fondamentale del recupero perché stimola l’autoefficacia oltre ad avere effetti che che dipendono dal tipo di esercizio come l’elasticità, la propriocezione, la forza etc.

Su questi principi scientifici si basano i Percorsi Riabilitativi Specialistici di Medben per i traumi muscolari e alle articolazioni. Quindi se per la prima parte  (PEACE) devi agire da solo perché va realizzata nell’immediatezza del trauma, per la parte successiva puoi rivolgerti ai nostri fisioterapisti specializzati in questi trattamenti.

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