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artrosi di ginocchio

La gonartrosi o artrosi del ginocchio è insieme all’anca, una delle localizzazioni più frequenti della probleematica artrosica. Come sempre quando parliamo di artrosi il problema principale è a livello della cartilagine articolare che ricopre le ossa del ginocchio ovvero tibia, femore e rotula. L’alteraione può estendersi dalla cartilagine fino all’osso che si trova immediatamente sotto la cartilagine denominato osso subcondrale.

Una grave artrosi di ginocchio può portare alla necessità di effettuare un intervento chirurgico di protesizzazione.

La cartilagine, essendo estremamente liscia, ha il compito di far scorrere le superfici articolari limitando l’attrito dovuto al movimento.  

la degenerazione della cartilagine

Il fatto che la cartilagine si usuri è un processo naturale e porta ad una reazione dell’osso sottotante la cartilagine (osso subcondrale) e la formazione, nei punti di non carico dell’articolazione, di escrescenze osse note come osteofiti.

Ovviamente questo è un processo che avviene negli anni e può essere aggravato da attività sportive che possono arrecare microtraumi ripetuti o da traumi veri e propri come incidenti automobilistici o cadute. Nel proseguo di questo articolo vedremo insieme diversi gradi di gonartrosi

sintomi e diagnosi

radiografie artrosi ginocchio

CHE SINTOMI PUO’ DARE?

  • Dolore e rigidità articolare che si manifesta soprattutto al mattino dopo il risveglio o dopo una lunga inattività, come ad esempio dopo essere stati seduti per molto tempo come succede solitamente quando si va al cinema.
  • Gonfiore che può prodursi dopo uno sforzo prolungato.
  • Deambulazione con zoppia che si presenta in particolare nella fase acuta o nelle fasi avanzate della patologia.
  • Scrosci e rumori articolari  che possono manifestarsi sia in carico che con movimenti senza carico.
  • Sensazione di debolezza con perdita del tono muscolare.

COME SI DIAGNOSTICA?

L’iter diagnostico inizia con l’esame obiettivo e con una accurata intervista al paziente che riferirà alcuni o tutti i sintomi sopradescritti.

La tecnica di diagnostica per immagini che ci consente di fare diagnosi è la radiografia eseguita in 2 proiezioni: antero-posteriore e latero-laterale sotto carico, e la radiografia assiale della rotula a 30°, 60° e 90° di flessione.

Nella radiografia si possono apprezzare i reperti caratteristici presenti in un ginocchio artrosico che sono:

  • il restringimento dello spazio articolare.
  • l’addensamento del profilo osseo denominato sclerosi delle limitanti.
  • la presenza di osteofiti marginali (i cosiddetti “becchi ossei”) che l’organismo crea per “ridistribuire” il sovraccarico.
  • la presenza di geodi, aree di riassorbimento e debolezza ossea dovute al “non uso” e alla degenerazione della zona.

La risonanza magnetica può essere effettuata nel caso in cui si sospetta anche una rottura meniscale o legamentosa , ma non è fondamentale per la diagnosi di gonartrosi.

DISTRETTI COINVOLTI NELL’ARTROSI DI GINOCCHIO

Gradi atrosi del ginocchio

Una prima classificazione può essere fatta in base alla zona colpita dall’artrosi:

  1. femoro-tibiale mediale, La zona interna del ginocchio). Questo è il distretto più frequentemente affetto.
  2. femoro-tibiale laterale, la parte esterna dell’articolazione.
  3. femoro-rotuleo ovvero tra il femore e la rotula.

Inizialmente può colpire uno solo dei distretti sopradescritti e poi estendersi anche gli altri. Come si può osservare nei radiogrammi presenti nella foto si ha una vera e propria evoluzione.

Un’altra classificazione può essere fatta in base alla causa:

  1. Artrosi idiopatica o primitiva, in cui non si conoscono le cause precise e può essere il frutto di una vera e propria cedevolezza del tessuto cartilagineo;
  2. Artrosi secondaria, dovuta ad un a problematica scatenante o facilitante, come ad esempio: le osteocondriti, la condromalacia, l’osteonecrosi asettica, fratture articolari, esiti rotture legamentose o meniscali, ecc…

Cosa fare

gonalgia

Il trattamento può essere di tipo :

  1. Conservativo (fisioterapico/osteopatico)
  2. Farmacologico 
  3. Chirurgico

farmaci più indicati per trattare i sintomi sono quelli antinfiammatori e antidolorifici (FANS).  In alcuni casi può essere utilizzati degli integratori che contengono sostanze che proteggono la cartilagine. Altra soluzione farmacologica  sono le infiltrazioni.

È possibile infiltrare cortisone, che ha un effetto prettamente antinfiammatorio, acido jaluronico, che ha lo scopo di lubrificare l’articolazione e apportare sostanze nutritive di cui è costituita la cartilagine e infine nuove possibilità sono offerte dalla medicina rigenerativa che si realizza mediante un prelievo di sangue che, opportunamente lavorato, viene reintrodotto nel paziente. Queste terapie hanno lo scopo di aiutare il paziente a convivere meglio con la condizione artrosica e procastinare un eventuale intervento di protesizzazione.

L’intervento chirurgico deve essere preso in considerazione solo dopo il fallimento di un appropriato intervento riabilitativo. È possibile protesizzare solo una zona, parleremo quindi di protesi monocompartimentale, o la totalità delle superfici articolari, in tal caso parleremo di protesi totale.

Il trattamento consevativo, ovvero quello fisioterapico, verte al mantenimento della funzionalità del ginocchio con esercizi volti a rinforzare la muscolatura e conservare un’adeguata ampiezza di movimento.  È possibile incrementare l’ampieza di movimento con opportune tecniche di terapia manuale e tecniche osteopatice. Per mettere il paziente in condizione di eseguire gli esercizi è possibile utilizzare appropriate tecnologie come ad esempio la magnetoterapia tecarterapia, il crioultrasuoni, l’ipertermia e il laser. Questi mezzi fisici hanno lo scopo di lenire il dolore e l’eventuale infiammazione presente.

Il Protocollo Riabilitativo Specialistico di MEDBEN prevende un’attenta valutazione del paziente e la scelta del percorso terapeutico più adatto. Le gonoartrosi, come abbiamo visto, non sono tutte uguali e quindi è necessaria una valutazione adeguata per tornare a star bene ed evitare l’approccio chirurgico.

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