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DITO A SCATTO

Ti si blocca il dito e solo forzando un po si sblocca? Accade soprattuto al mattino?

Sicuramente, il disturbo che ti affligge è il Dito a scatto.

Vediamo subito insieme di cosa si tratta e come puoi trovare sollievo da questa patologia.

IL DITO A SCATTO

Per comprendere cosa sia il Dito a scatto e come sia possibile guarire da questa patologia facciamo un breve e semplice rimando anatomico. I tendini che flettono le dita passano attraverso delle carrucole, o pulegge, che hanno un duplice scopo: di stabilizzare il tendine e cambiare l’orientamento della forza del tendine stesso.

Le pulegge hanno la forma di un tunnel dentro cui scorre il tendine. La formazione di noduli del tendine può ostacolarne lo scorrimento all’interno del tunnel e/o lo stesso può succedere per  un restringimento del tunnel causato da infiammazione. Solo forzando si riesce a risolvere la situazione con il classico scatto del dito.

Oggi, alla luce di studi scientifici sulla natura dei tessuti, si è visto che nella maggior parte dei casi è proprio un restringimento della puleggia a determinare il problema il cui nome medico è tenovaginite stenosante.

La localizzazione più frequente è al pollice e all’anulare ma possono essere interessate anche le altre dita.

Nelle primissime fasi il blocco avviene raramente e non è doloroso ma, col tempo, si assiste ad un aumento della frequenza del disturbo e alla comparsa di dolore.

Nella storia clinica i pazienti raccontano  spesso di aver fatto dei lavori manuali impegnativi, come ad esempio l’utilizzo di forbici da giardinaggio, e da li a qualche giorno è comparsa la sintomatologia. Anche attività fisiche come l’arrampicata possono produrre questa patologia visto l’elevato carico per i tendini della mano.

La fascia di età più colpita è quella dai 50 ai 60 anni e le donne sono 6 volte più colpite degli uomini da questa patologia. I pazienti diabetici hanno un’incidenza 3 volte superiore al resto della popolazione di ammalarsi di dito a scatto.

COSA PUOI FARE PER RITROVARE IL BENESSERE

1. Metti a riposo il tendine. Esistono anche tutori specifici per raggiungere questo risultato. La posizione migliore sembra essere quella in cui il dito è a 15 gradi di flessione.

2. Utilizza  una crea antinfiammatoria locale in particolare se l’origine del sintomo è imputabile ad un evento traumatico o ad uno sforzo importante a cui la parte non era allenata a sufficienza.

Prova a rispettare questi 2 consigli e se non hai risultati incoraggianti allora è il momento di rivolgersi a degli specialisti per un percorso specifico. 

Il dito a scatto è una patologia la cui diagnosi è clinica e non necessita di esami diagnostici come l’ecografia o la risonanza magnetica.

Il percorso riabilitativo specialistico di medben per il dito a scatto

L’infiltrazione di cortisone è una delle procedure maggiormente indicate in questa situazione ma, prima di eseguirla, il nostro Percorso Riabilitativo Specialistico (PRS) prevede un trattamento con lavoro manuale, da parte del fisioterapista, e l’utilizzo di macchinari aventi la funzione di ridurre l’infiammazione e la fibrosi. In alcuni casi possono essere utili anche delle applicazioni con onde d’urto. Questo mix di azioni, associato ai consigli di autotrattamento, risulta essere efficace quanto l’infiltrazione di cortisone. Presso il nostro centro suggeriamo questa procedura solo se si assistesse all’insuccesso del PRS.

La singola infiltrazione, eseguita dall’ortopedico, è spesso risolutiva e solo in casi limitati, è necessaria una seconda infiltrazione. I pazienti diabetici devono comunicarlo all’ortopedico perché il cortisone può provocare un innalzamento della glicemia.

I casi refrattari anche a questa procedura sono candidati all’intervento chirurgico.

Se ti sei ritrovato nella descrizione fatta e con i consigli che ti abbiamo fornito non hai ancora trovato la soluzione al tuo problema prenota un appuntamento per una valutazione gratuita del tuo problema. 

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