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Complex Regional pain syndrome

Hai avuto la diagnosi di Complex Regional Pain Sindrome (CRPS) o di Morbo di Sudeck o di Neuro Algodistrofia e vuoi capire al meglio cos’hai e come uscirne fuori al più presto? Bene, questo articolo fa per te.

Complex Regional Pain Syndrome (CRPS) o Malattia di Sudeck

La Complex Regional Pain Sindrome CRPS è una sindrome dolorosa caratterizzata da dolore bruciante, ipersensibilità, cambiamenti della temperatura della pelle e delle sudorazione locale. Spesso si po’ avere anche difficoltà al movimento che appare limitato.

Chi soffre di questa sindrome sviluppa una zona protettiva attorno all’estremità colpita per prevenirne il contatto e quindi l’aggravamento dei sintomi.

In passato diversi nomi sono stati utilizzati per descrivere questo problema: sindrome o morbo di Sudeck, algodistrofia riflessa o distrofia simpatico riflessa o  neuroalgodistrofia e nei casi in cui vi era nella generi un trauma ad un nervo causalgia.

Spesso la CRPS sopraggiunge a seguito di un trauma come ad esempio la frattura del polso e solitamente l’insorgenza è ad un mese circa dal trauma. Va notato che non vi è relazione tra intensità del trauma e sviluppo del problema. Nel 9% dei casi, infatti,  non vi è neanche un trauma a cui ricondurre la genesi del problema. In questi rari casi è importante porre maggiore attenzione alla diagnosi differenziale con eventuali patologie reumatiche. Ogni anno la CRPS affligge dalle 20 alle 26 persone ogni 100000. La causa di questo disturbo è sconosciuta. Le teorie più accreditate dicono che ci sia un’interazione di cause tra il sistema nervoso centrale e quello periferico, Una volta si pensava che la causa risiedesse solo ed esclusivamente nel sistema nervoso simpatico ma questa teoria è considerata obsoleta. In passato si credeva inoltre che fosse una sorta di espressione di un disagio psicologico, come una sorta di somatizzazione. Questo portava spesso a trovare dei medici che non credessero al dolore lamentato dal paziente.

Cosa puoi fare per ritrovare il benessere

Se ti riconosci nei sintomi sopradescritti, puoi provare questi semplici consigli.

1. Massaggia la parte con un olio o una crema non irritante. Ad esempio non eccedere con creme che contengono farmaci ma alternare eventualmente con oli o creme neutre. Il massaggio deve essere delicato e diretto dalla periferia verso il centro del corpo per aiutare la componente circolatoria. Eseguire il massaggio almeno 2-3 volte al giorno.

    2.      Evitare di dormire sul lato affetto.

    3.      Evitare attività che comportano dolore ma rimanere il più possibile attivi.

    4.      Fare un’attività aerobica almeno 3 volte la settimana. La cyclette o il tapis roulant possono essere utili a questo scopo.

    5.      Utili anche passare dall’acqua tiepida all’acqua fredda per stimolare la pompa vascolare

    6.       L’utilizzo del paracetamolo o di altri farmaci antinfiammatori generici può essere ammesso per autogestire al meglio il dolore

Tutto ciò può aiutare a fare la differenza e a desensibilizzare la parte.

Il percorso riabilitativo specialistico di medben per la crps

Oltre a questi suggerimenti è importante strutturare precocemente un programma riabilitativo dedicato.  Il nostro percorso riabilitativo specialistico si compone di un approccio integrato per evitare la cronicizzazione del disturbo. Esistono infatti casi di persistenza che possono superare i 2 anni. Dal punto di vista farmacologico buoni risultati si hanno anche con l’utilizzo di difosfonati che agiscono anche in termini preventivi sull’osteoporosi.

Il lavoro col fisioterapista deve essere svolto almeno 2 volte alla settimana in associazione a quello farmacologico. Nel nostro piano terapeutico trovano spazio delle particolari correnti antalgiche, mirate a ridurre il dolore e a facilitare l’esercizio terapeutico. Inoltre il nostro protocollo di lavoro prevede di lavorare con la mirar box therapy, ovvero una terapia che consente di ripristinare l’immagine corporea della parte dolente in modo semplice e veloce. Questa tecnica, utilizzata inizialmente per la sindrome dell’arto fantasma degli amputati, ha trovato un largo impiego e consenso anche nella CRPS.

Inoltre l’utilizzo di campi magnetici può offrire un vantaggio sull’infiammazione e sull’instaurarsi di osteoporosi. Sebbene non è una sindrome psicologica, l’aspetto psicologico dei pazienti che soffrono di questo problema è importante. Rimanere profitti e non cadere nel loop della depressione è estremamente importante.

Nei casi refrattari può essere indicata una procedura invasiva nota come blocco del simpatico che viene realizzata dall’anestesista che, infilando un ago vicino la colonna vertebrale, inocula dell’anestetico per andare a bloccare appunto il sistema che gestisce il sistema neurovegetativo.

Il TAKE HOME MESSAGE di questo articolo è che la CRPS è una patologia complessa che merita da subito un’attenta valutazione e trattamento. Il fai da te può essere d’aiuto ma gran parte del lavoro deve essere svolta sotto l’assistenza di un fisioterapista specializzato e in molti casi la soluzione la si trova nel lavoro d’equipe.

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