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artrosi dell'anca

L’artrosi dell’anca, detta anche coxartrosi, è una patologia che coinvolge l’articolazione coxo-femorale formata dalla testa del femore e dall’acetabolo, detto anche cotile.
Come in tutte le artrosi c’è un danneggiamento progressivo della cartilagine, e nelle fasi più avanzate, coinvolge anche lo strato osseo dell’articolazione.
L’anca, insieme al ginocchio è la sede più colpita da artrosi, e colpisce soprattutto le persone sopra i 65 anni, in particolare le donne.

quali sono i sintomi

Come spesso accade nel quadro clinico dell’artrosi, i sintomi più comuni sono la rigidità, la ridotta mobilità e il dolore. Molti pazienti arrivano alla nostra osservazione perchè hanno un dolore laterale all’anca nella zona detta del trocantere e pensano che il loro problema possa essere l’artrosi. Il dolore laterale è più tipico della tendinopatia del medio gluteo che è tipica dei cinquantenni.
Nel caso specifico della coxartrosi:

  • La rigidità è soprattutto mattutina, al risveglio; tende ad aumentare con l’aggravarsi della patologia. Gli esercizi e in genere il movimento  leniscono il fastidio.
  • Il dolore è il sintomo principale, ed è localizzato principalmente lungo la sede inguinale, per poi irradiarsi anche dietro e lateralmente al gluteo.  In alcuni casi può irradiarsi verso la parte interna del ginocchio. Il dolore aumenta all’inizio di un’attività e diminuisce col riposo.
  • La mobilità ridotta è soprattutto nei movimenti di abduzione. Questi pazienti lamentano difficoltà ad  aprire la gamba scendendo dall’auto. Anche il movimento di extrarotazione è limitato dall’artrosi e la difficoltà si esprime nell’accavallare la gamba sull’altra. Infine anche il movimento  di flessione ovvero il portare la gamba al petto è estremamente limitato nei pazienti affetti da questa forma artrosica.

Nelle fasi più avanzate la problematica porterà la persona alla “zoppia” in quanto i muscoli saranno più deboli e non avranno la forza di sostenere l’arto e il bacino durante il cammino.
Questo segno si chiama Trendelemburg, ed è presente a volte anche nelle persone che hanno avuto un impianto protesico all’anca laddove non sia stato effettuato un recupero ottimale della muscolatura.

come si diagnostica

dolore anca

Quando ci troviamo davanti ad un paziente con iniziali segni di coxartrosi la diagnosi deve  tenere conto delle molteplici patologie dell’anca che possono dare sintomi simili come ad esempio impingement CAM o PINCER. Per effettuare la diagnosi di coxartrosi l’esame da svolgere è la ragiografia. Spesso questo esame da informazioni sufficienti e non servono ulteriori accertamenti. Lo studio completo deve prevedere una radiografia del bacino per anche, e lo studio in 2 proiezioni dell’articolazione: un’antero-posteriore (paziente supino e piedi
intraruotati) ed una assiale (paziente supino e gambe in flessione, abduzione ed extrarotazione);
in queste posizioni si potranno vedere meglio i segni radiologici caratteristici di una artrosi d’anca che sono:

  • Riduzione dello spazio articolare tra la testa del femore e l’acetabolo del bacino.
  • Formazione di osteofiti (becchi ossei) soprattutto nelle zone fuori carico.
  • Presenza di geodi (cavità ossee sostituite da tessuto fibroso).

 

In alcuni casi è consigliata la RISONANZA MAGNETICA per fare diagnosi differenziale con una OSTEONECROSI DELL’ANCA, una patologia dovuta a turbe circolatorie che ha sintomi e segni simili alla coxartrosi, ma ha un quadro terapeutico totalemnte differente.

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Cause

Artrosi anca

Esistono due tipi di artrosi:

 

  • Artrosi primaria di tipo idiopatico, che colpisce prevalentemente le persone sopra i 60 anni e in particolare il sesso femminile.

 

  • Artrosi secondaria dovuta  ad un trauma o ad un’altra patologia come ad esempio la displasia d’anca o un trauma importante.

La forma idiopatica, può avere una componente ereditaria, e tra le possibili cause c’è sicuramente il sovraccarico funzionale e gli stress meccanici come le attività o gesti professionali ripetitivi, attività sportive stressanti, traumi ripetuti, ecc..

Cosa fare

protesi anca

Nei casi di artrosi molto avanzata lo specialista ortopedico può consigliare l’intervento protesico chirurgico in cui le superfici articolari danneggiate vengono sostituite da protesi metalliche.
Nelle fasi iniziali ed intermedie, l’intervento fisioterapico conservativo è quello che meglio aiuta a ridurre la sintomatologia dolorosa attraverso l’esecuzione di gesti e movimenti fino ad allora limitanti evitando l’intervento farmacologico (anche di tipo infiltrativo) o chirurgico.

 

IN CHE COSA CONSISTE LA FISIOTERAPIA ?
La fisioterapia è il trattamento che meglio consente di migliorare i sintomi dell’artrosi dell’anca migliorando l’articolarità e la funzionalità oltre che a ridurre in modo considerevole il dolore. In questo modo è possibile procastinare e talvolta evitare l’intervento chirurgico. Una protesi d’anca ha una durata variabile dai 15 e i 20 anni quindi la fisioterapia ha un ruolo chiave nell’evitare che il paziente arrivi troppo giovane al primo intervento di protesi.

Il Percorso Riabilitativo Specialistico di Medben, per approcciare all’artrosi d’anca, consiste nell’effettuare un’attenta valutazione per comprendere il percorso terapeutico più adatto al paziente. Esercizi attivi, tecniche di terapia manuale e strumentazioni ad alta tecnologia opportunamente dosate possono costituire l’insieme terapeutico per tornare ad avere una vita soddisfacente e evitare la chirurgia.

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