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Cosa è la Tendinopatia

Come suggerisce la parola stessa la “tendinopatia” è una patologia a carico di un tendine che è caratterizzata da sintomi quali: dolore locale, limitazione del movimento, gonfiore, rossore e rigidità.

Il tendine è la porzione di muscolo che si inserisce sull’osso. A differenza della struttura muscolare, il tendine ha una componente più fibrosa, infatti è costituito da una minor percentuale di elastina, una fibra proteica dotata di importanti proprietà elastiche.

La composizione molecolare dei tendini consente loro di avere delle proprietà di resistenza incredibili! Degli studi scientifici hanno spiegato che il tendine ha un rapporto sforzo/deformazione quasi 100 volte inferiore al cemento armato!

Come tutti i tessuti del corpo, anche il tendine quando è sottoposto a uno stress continuo, a carichi importanti o lavora male a causa di una disfunzione articolare, può andare incontro a una condizione patologica come la tendinopatia. Nel corso di questo articolo affronteremo il tema della tendinopatia del tendine di achille, una condizione dolorosa molto comune. Spiegheremo quali sono i fattori di rischio, in cosa consiste la patologia e come si riusciamo a curarla in modo efficace e rapido.

Questo tipo di tendinopatia colpisce un’ampia varietà di soggetti sia giovani che anziani, sia sportivi che sedentari, sia uomini che donne.

Il tendine di achille

È importante inquadrare il tipo di struttura anatomica prima di parlare della patologia che la colpisce. Il tendine d’achille insieme al tendine rotuleo si configura come uno dei tendini più grandi del nostro corpo. Il motivo della sua dimensione è dato dal fatto che è sottoposto ad un carico importante, infatti trovandosi nel margine posteriore della caviglia, sopporta il peso di quasi tutto il nostro corpo quando effettuiamo dei movimenti monopodalici (con u piede solo) che rientrano nella dinamica del passo, della corsa o anche quando saliamo le scale con un piede alla volta.

Il tendine di achille, che spesso per abbreviazione è chiamato “achilleo”, permette di ancorare i muscoli del tricipite della sura alla tuberosità posteriore del calcagno, l’osso del piede che costituisce la regione anatomica detta “tallone”.

Il tricipite della sura è un’ampia regione muscolare della parte posteriore della gamba. È costituito da:

  • Gastrocnemio: con i due ventri muscolari gemello mediale e gemello laterale;
  • Soleo: situato più in profondità rispetto al gastrocnemio.

I gemelli del gastrocnemio e il soleo) si inseriscono sul calcagno mediante il tendine di achille.

Quali sintomi provoca?

I sintomi principali sono quattro e te li elenco qui di  seguito:

  1. Dolore locale durante la palpazione e durante lo sforzo ( nei casi più avanzati il dolore è presente anche durante la semplice deambulazione);
  2. Gonfiore in prossimità del tallone;
  3. Calore e rossore lungo il tendine;
  4. Rigidità, soprattutto al mattino.

Questa patologia è ben conosciuta dai runners, infatti secondo alcuni studi effettuati nel 2009, questa condizione è frequente tra i corridori con un’incidenza di circa 15 casi su 100.

 

Quali esami si usano per confermare l’esame clinico?

Gli esami diagnostici utilizzati in questo caso sono:

– l’ecografia, che è il macchinario più usato per analizzare i tessuti molli;

– la risonanza magnetica, che sviluppando un importante campo magnetico consente di vedere tutti i tessuti (osseo, muscolare, legamentoso, circolatorio, linfatico…) di un determinato distretto corporeo.

Quali sono i principali fattori di rischio?

Questa tendinopatia ha una origine multifattoriale. Tra i fattori più influenti abbiamo sicuramente:

  • Patologie reumatiche;
  • Uso di farmaci particolari e/o di steroidi;
  • Lassità muscolo-legamentosa;
  • Eventi traumatici passati
  • Attività lavorativa usurante per il tendine di achille
  • Attività sportiva che sovraccarica il tendine achilleo come tutti gli sport da corsa e in particolare l’atletica leggera di lunghe distanze.

La tendinopatia del tendine di achille e i runners

Nel nostro Centro di Fisioterapia a Roma, ci capita di frequente di trattare questa tendinopatia ai runners.  Secondo alcuni studi effettuati nel 2009, questa condizione è frequente tra i corridori con un’incidenza di circa 15 casi su 100.

Sono molti i fattori che aumentano la probabilità di rischio di contrarre un’infiammazione di questo tendine durante lo sport da corsa, e spaziano dal tipo di allenamento, al tipo di scarpe da running, dal modo di correre (frequenza di passi al minuto, modalità di appoggio plantare, postura corporea…) al tipo di riscaldamento che si effettua prima della corsa.

La grande varietà di eziologie, ha spinto un nostro fisioterapista a specializzarsi sulla dinamica della corsa e sulle patologie ad essa connesse, completando il percorso di CLINICAL RUNNING. In questo modo riusciamo a seguire con competenza e professionalità anche gli amanti della corsa!

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Come si cura?

Secondo i dati riportati dalla letteratura scientifica possiamo dedurre che il miglior modo per trattare questa condizione, oltre all’utilizzo dei mezzi fisici e delle tecniche di mobilizzazione dei tessuti molli, è la pianificazione di un ciclo fisioterapico incentrato sull’esercizio terapeutico, poiché è l’elemento con più prove di efficacia.

Per questo motivo i nostri percorsi terapeutici per questa tendinopatia prevedono l’elaborazione di un training di esercizi (attivi, passivi, con carico e senza) altamente specifico!

Per curare pazienti affetti da tendinopatia al tendine di achille, nel nostro Centro di Fisioterapia a Roma, procediamo in questo modo:

  1. Valutazione iniziale: dura circa un’ora e ha lo scopo di conoscere il paziente e il motivo che lo ha spinto a rivolgersi a noi. In particolare attraverso la compilazione di un’apposita scheda analizziamo a fondo la storia clinica del paziente, studiamo con precisione il tipo di dolore e cerchiamo di capire le cause che lo hanno prodotto. In questo modo riusciamo ad elaborare il percorso riabilitativo che nel minor tempo possibile ci permette di far tornare il paziente ad una condizione di benessere. Nei percorsi di riabilitazione del nostro Centro di Fisioterapia a Roma, utilizziamo in sinergia le tecniche di terapia manuale, l’esercizio terapeutico e l’applicazione di mezzi fisici ad alta tecnologia.
  1. Utilizzo dei dispositivi ad alta tecnologia. Nel caso di tale tendinopatia, i mezzi fisici che utilizziamo più spesso sono:
  • laser HILT: un laser ad alta potenza;
  • tecarterapia, un dispositivo che tramite l’utilizzo di radiofrequenze genera calore endogeno (interno);
  • onde d’urto, un dispositivo che sviluppa onde acustiche con una particolare forma d’onda.

L’applicazione dei mezzi fisici è un ottimo coadiuvante alle tecniche di terapia manuale, in quanto con essi il fisioterapista può stimolare il tessuto bersaglio, accelerando i processi biologici di riparazione tessutale e riducendo rapidamente la sintomatologia.

Attuazione delle tecniche di Terapia Manuale: per equilibrare le tensioni miofasciali della gamba e del piede, e per migliorare il movimento articolare della caviglia. Il fisioterapista interviene anche nel riequilibrare il carico qualora ci fossero dei scompensi posturali importanti.

  1. Esercizio terapeutico: come ho scritto prima, è l’elemento fondamentale. Ci sono degli esercizi e delle modalità specifiche di allenamento che ti permettono di riadattare il tendine allo sforzo e limitare al massimo la probabilità di recidive. Se sei uno sportivo, e nello specifico un runners, questo Step è fondamentale per la ripresa dell’attività.

Ricorda che…

  • Dopo i primi due/tre giorni, se la sintomatologia persiste, rivolgetevi subito ad un Centro di Fisioterapia di qualità perché un ulteriore attesa può complicare ulteriormente la tua situazione;
  • I trattamenti passivi con crema antalgiche e antinfiammatorie, non hanno effetto per le condizioni dolorose a lungo termine;
  • Numerosi studi scientifici attestano che le infiltrazioni e l’operazione chirurgica, non hanno migliori risultati del trattamento fisioterapico.

Cosa possiamo fare per prevenire questa tendinopatia?

Il fattore principale è avere uno stile di vita sano, e per questo intendo:

  • Peso corporeo idoneo;
  • Attività sportiva regolare e corretta;
  • dei valori di glicemia e colesterolo nella norma;
  • Buona elasticità articolare dell’arto inferiore;
  • Calzature adeguate all’attività che si svolge;
  • Controlli periodici da un fisioterapista specializzato.

Se pensi di seguire i comportamenti sopra citati, non tralasciare i fattori biopsicosociali! Se esegui una vita frenetica, con poche ore di riposo e con un elevato carico di stress, sei più soggetto all’insorgenza o al perdurare di queste condizioni dolorose.

 

 

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