Come Curare Definitivamente l’Alluce Valgo

L’alluce valgo è una deformità più comuni del piede che consiste in una deviazione in adduzione. del primo dito. L’eziologia di questa alterazione non è ancora ben chiara, tuttavia sono stati individuati fattori di rischio quali:

  • piede piatto e instabilità dell’arco plantare;
  • sesso femminile: sono colpite principalmente le donne (10 volte di più rispetto agli uomini);
  • ereditarietà;
  • indossare per molte ore al giorno scarpe col tacco.

Come si riconosce l’Alluce Valgo

  • Deviazione dell’alluce maggiore di 20 gradi rispetto alla posizione fisiologica;
  • Rossore cutaneo in prossimità della deviazione articolare;
  • Borsite e sintomatologia dolorosa sulla sporgenza causata dall’alluce mal posizionato. (La sporgenza corrisponde alla testa del primo metatarso, osso che si articolare con la falange dell’alluce);
  • Ridotta mobilità dell’articolazione metatarso-falangea;
  • Difficoltà a correre, negli stadi avanzati si può avere fastidio anche a camminare correttamente e a salire le scale.

Quali sintomi può provocare?

Questa condizione può causare:

  • eritema cutaneo;
  • borsite e dolore mediale sulla testa del primo osso metatarsale;
  • ipomobilità dell’articolazione metatarso-falangea;
  • difficoltà nella deambulazione.

Come dimostrato in letteratura scientifica (Debrunner 1995), la correzione operativa non è sempre soddisfacente, per questo, prima di effettuare il trattamento chirurgico è bene tentare un ciclo di fisioterapia specifico.

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Caso Clinico

Vi racconto il caso di Giovanna, una paziente di 55 anni, che da sei mesi avvertiva dolore nell’alluce destro durante il cammino. Come è solito fare nei nostri studi medici, nel corso della prima seduta, abbiamo valutato accuratamente la nostra paziente al fine di comprendere al meglio il suo caso, in modo da poterle offrire il trattamento più efficacie per migliorare i suoi sintomi.

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L’alluce destro si trovava nella posizione tipica dell’alluce valgo (circa 20 gradi di adduzione), le mobilizzazioni in estensione, abduzione e adduzione causavano dolore ed era evidente una retrazione algica dell’apparato capsulo-legamentoso.

I fattori che contribuivano alla mal posizione dell’alluce erano diversi:

  • il muscolo abduttore dell’alluce era molto debole;
  • il muscolo estensore dell’alluce, oltre ad essere leggermente retratto, era mediale all’asse di abduzione/adduzione e in questo modo, ogni volta che Giovanna estendeva il dito, il muscolo estensore effettuava anche un’adduzione del primo dito, deviando in valgo.
  • la volta mediale del piede era appiattita e instabile e quindi contribuiva alla posizione in valgo dell’alluce.

Il Trattamento per l’alluce valgo

L’obbiettivo del percorso fisioterapico era quello di consentire alla nostra paziente di deambulare senza dolori e di evitare un peggioramento della mal posizione dell’alluce.
Per dare subito una sensazione di sollievo a Giovanna, abbiamo utilizzato i macchinari di ultima tecnologia presenti nel nostro Centro di Fisioterapia a Roma, come Laser HILT e Ipertermia, per contenere l’infiammazione e il dolore. Come di consueto, abbiamo integrato la terapia fisica a quella manuale.

Sono state effettuate delle mobilizzazioni passive in trazione, al fine di: stimolare le cellule che secernono il liquido sinoviale, elasticizzare i tessuti e migliorare la mobilità. È stato allenato il muscolo “abduttore dell’alluce” (responsabile della corretta posizione del dito) che risultava debole ed allungato il muscolo “estensore dell’alluce” che, come analizzato nella valutazione iniziale, era in accorciamento.

Abbiamo insegnato alla nostra paziente gli esercizi di autotrattamento che ha eseguito a casa, e le abbiamo spiegato i comportamenti da evitare (es. indossare scarpe col tacco).

Nel corso della valutazione iniziale è stato visto che un supporto alla volta plantare aumentava la stabilità unipodale e diminuiva la sensazione di pressione nell’alluce. Per questo abbiamo parlato con il suo medico e anche lui condivideva l’idea di prescrivere:

  • un plantare per sostenere la volta del piede;
  • un ortesi per correggere la posizione dell’alluce.

Dopo due settimane di trattamento, grazie alle terapie, agli esercizi di autotrattameto e ai sostegni esterni ( plantare e ortesi ), e senza alcun tipo di intervento chirurgico, Giovanna ha iniziato a camminare senza sentire dolore.

Attualmente Giovanna, come molti altri pazienti, si reca presso il nostro Centro di Fisioterapia di Via Campania 37a a Roma una volta al mese per un trattamento di Fisioterapia preventiva, perché per esperienza diretta che Giovanna ha compreso che curare è bene ma prevenire è meglio!

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Fisioterapista Andrea Pettirossi

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